fatemi a pezzi
Ecco qui il secondo corto. Credo che la scenetta di per sè sia divertente, montata discretamente e che la musica sia coinvolgente. Malgrado questo la fotografia è talmente raccapricciante che persino ad un non vedente verrebbe la pelle d’oca…
La parola al pubblico comunque.
lack of trust

Ho montato il mio secondo corto. Ma non è andata bene. Il direttore della fotografia ha incasinato tutto, così non solo manca continuità visiva, ma sembra proprio che ogni singola inquadratura vanga da un film diverso…
Non so neanche se postarlo sul blog, mi fa una rabbia. ‘Sto picio è uno che dorme tutto il giorno a lezione e scappa appena possibile, così mi sono detto “uno così avrà sicuramente della gran cartucce nascoste da giocarsi nel momento opportuno!”… beh non ce le aveva.
Indipendentemente dalle innumerevoli considerazione che si possono fare in merito ad uno che dorme tutto il giorno in una scuola tanto costosa, bisogna riconoscere la gran faccia da bronzo di uno che continuava a dirmi “per me è buonissima” “perfetto!” “grande!”. La domanda sorge spontanea: ma che cazzo di film ha visto attreverso la cinepresa??
Vabbè. Domani parlerò col professore che ci segue lo sviluppo dei corti e gli dirò che voglio farmi da me la fotografia dei miei lavori successivi…
Ma guarda un po’, per una volta che ho provato a fidarmi di un americano!
eccolo qui
Eccolo qui il mio primo esercizio.Ci vuole coraggio a chiamarlo Corto…
I problemi sono principalemente due: il carrello ha un’esitazione ad uncerto punto, e la faccia di Bush è decisamente sovresposta. Il punto è che in 16mm non vedi cos’hai fatto finchè non viene sviluppata la pellicola, quindi mentre giri ti devi fidare di quello che ti dice il direttore della fotografia. Inutile dire che io mi sono fidato eccessivamente di un direttore della fotografia che non aveva ben presente che stessimo facendo…
Pazienza. Il corto malgrado ciò è piaciuto moltissimo e ha ricevuto un applauso dalla classe, quindi dal mio punto di vista (in questa fase il regista si deve solo occupare della messa sullo schermo) è andata benone.
Domani monto il secondo che, salvo spaicevoli sorprese dovrebbe essere ad un’esposizione migliore e soprattutto un po’ più complesso (la regola per questo primo “shoot” era niente sonoro e niente montaggio: insomma solo un’unico breve pianosequenza).
regalo mancato

Volevo regalare a tutti i miei affezionatissimi il mio primo capolavoro (…) americano, ma purtroppo youtube non ha ancora approvato il mio upload e pertanto (considerato che non è affatto detto venga approvato, trattandosi di un corto contro Bush) vi dovrete accontentare del racconto.
Il corto è semplice trattandosi in realtà solo diun esercizio, ma nonostante ciò sono fiero di comunicare che ha ricevuto un’ovazione della classe. Per dovere di cronaca devo però aggiungere che tutti gli altri facevano davvero abbastanza schifo…
Ma vabbè! Ieri invece ho girato il 2°. Decisamente più complesso (il primo era un unico pianosequenza) ma anche, a mio parere, decisamente più simpatico. Al momento non mi sto lanciando in grossi esperimenti artistici, privilegiando la semplicità dei contenuti e della tecnica. Ci sarà tempo più avanti per estrapolare tutta la mia creatività. Il corto di ieri era una semplice fuga da una camera da letto, ma ho trovato (su facebook!) un attore di colore davvero molto bravo che ha caricato tutto il giusto da renderlo una scenetta davvero simpatica. Unico problema dell’attore era che i piedi gli puzzavano come quelli di una scimmia, e considerando che il corto lo ha girato interamente scalzo… Comunque si dice che la sofferenza (anche se in qiesto caso era la mia e io sto dietro la cinepresa) aiuti l’arte.
La prossima settiamana corto musicale e poi si inizia a fare sul serio con il 4°, il secondo weekend di ottobre, cioè quando il mio attore feticcio (Jacopo Mossio) sarà andato via. Pazienza. Per questo quarto corto non ho neanche un’idea, quindi chiunque abbia qualche storia particolare che renderebbe bene visivamente è pregato di farsi vivo e salvarmi.
P.S. Due sere fa sono andato al cinema e mi pare di aver capito tutto. Yeah!
prima settimana

Domani girerò un breve eserciozio in 16mm e poi la mia prima settimana di master sarà finita.
Mamma mia che fatica! Mi sembra sia passato un mese. Ogni giorno otto ore di lezioni a scuola più esercitazioni pratiche. Bello (anche se questa parte è una fiera del già visto/già fatto per me) ma molto faticoso.
Mi avevano detto di prepararmi ad essere sempre stanco in questa città, ed avevano dannatamente ragione.
Giornata tipo: ore 8 sveglia, due chiacchiere con Noemi prima e mia madre dopo su skype, facendo coalzione; ore 9 inizio lezioni; nelle pause si corre a cercare elementi di scena che servono durante il week-end; ore 20 fine della scuola; spesa o palestra; cucinare e mangiare; dormire.
Non sono ancora riuscito ad andare al cinema nemmeno una volta, la sera sono troppo stanco per vedermi un film di 2 ore completamente in inglese, la mente chiede una pausa.
La tv completamente dimenticata, la playstation non mi manca perchè non avrei mai il tempo per giocare, anche se una sfida con Jacopo a Pro Evolution Soccer…
Insegnar Soccer

Partita di calcio a 7 su Houston Street.
Arrivato lì chiedo a dei ragazzi se gli serve un giocatore: mi chiedono da dove vengo, Italia, mi mettono in squarda.
Primo minuto di gioco, sono attaccante decentrato sulla destra. Ricevo palla, punto un difensore e lo mando, il secondo mi stende: punizione.
Mi prendo la responsabilità… Destro a giro sul palo del portiere, che, non vedendola partire rimane impietrito. 1 a 0.
Secondo tempo. Contropiede, fuggo sulla destra. Il lancio per me, un po’ impreciso, mi porta sulla linea dell’out destro. Punto il difensore, non riesco a liberarmene del tutto, ma trovo lo spazio per crossare; un mio compagno arriva e di destro insacca. 2 a 0.
La partita finisce 2 a 1 per noi e alla fine la squadra mi ingaggia per tutta la stagione. Ogni domenica. Questa era la seconda gara di campionato. La prima l’avevano vinta e siamo a punteggio pieno. Riparto da dove mi ero fermato in Italia: in vetta alla classifica.
Prima di qualuque commento malvagio va detto che qui gli americani a calcio giocano peggio di Maggiolo…
Houston abbiamo un problema…

Ieri mi sono iscritto in palestra…
Un’esperienza anche questa. All’ingresso mi sono recato da un nero talmente grande che in camera mia non entrerebbe neanche. Alla mia richiesta di informazioni sul club mi ha guardato fisso (non ho capito se per ammirazione o sfida…) e mi ha passato un opuscolo nel quale si richiedevano i miei propositi in palestra (?): perdere peso, aumentare la massa muscolare… Io, non molto preparato (in fondo volevo sapere i prezzi, non se lì sarei stato in grado di perdere peso) ho compilato un po’ di fortuna.
Alchè gli dico:”senti ma per i prezzi?” Non faccio in tempo a finire la frase che alle mie spalle spunta un individuo losco, dai denti bianchi come le nuvole, un camicia mal stirata, che mi invita a seguirlo nel suo ufficio. A questo punto sono un po’ confuso, in fondo volevo solo fare un po’ di attività nel tempo libero, non volevo aprire un conto in banca o ricevere un rene. Comunque, nel suo ufficio finalmente mi parla un po’ dei costi (bassi in effetti, e comodi perchè sono una catena e posso andare nel club che preferisco in tutta la città) e mi analizza la scheda. Dopo un po’ mi assegna un trainer che mi guiderà il primo giorno: io dico”mi farà la scheda!” e lui”no, ti guiderà nel primo giorno!”…
Dopo l’assegnazione del trainer, il pagamento autoaggiornante ogni mese, mille altre domande di rito su come fossi venuto a conoscenza del club (io gli ho detto “saicom’è ce ne sono un centinaio a Manhattan, mi è capitato di notarli”) e qualche foglio da firmare, mi ha dato la mi tessera. Mancava solo un prelievo di sangue e un campione di urine dopodichè avrabbero saputo più cose di mia madre sul mio conto…
Oggi alle 10.30 ricevo una telefonata da un numero fisso di questa zona. Incuriosito rispondo… Era il mio trainer!!! Che mi chiedeva l’orario più consono per iniziare oggi, si assicurava diricordarmi di mangiare al massimo un’ora prima di andare e mi diceva che oggi avrebbe iniziato a mettermi in forma facendomi perdere un paio di chili (anzi erano libre, o pietre…).
Insomma credo mi troverò bene… nella palestra della NASA!
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