Dean & DeLuca

Fare la spesa da Dean & DeLuca non èun semplice fare la spesa: è un’esperienza.
Ho trovato pari divertimento nel procacciarmi del cibo solo da Eataly a Torino. E’ sempre pieno di gente, fa degli orari comodi e la qualità della roba è probabilmente impareggiabile in tutta New York. Insomma una roba ben fatta. Fino al conto…
I prezzi pagati in ’sto postribolo sono da far girare la testa.
Entro da Dean (il mio amico… yeah!!) alle 19.40. c’è un po’ di coda alle casse, allora decido di farmi un giro per bene, ad assaporare con naso e occhi tutto quello che propongono oggi. Salmone grande quanto le mie gambe, sushi talmente fresco che, sono sicuro, si sta ancora muovendo, e dolci che fanno girare la testa.
Sto perdendo tempo (più di 5 minuti in un qualsiasi negozio a Manhattan = perdere tempo) e allora mi decido. In fondo sono venuto qui solo perchè ho finito burro e cereali. Roba che non si può comprare dappertutto (soprattutto i cereali, che decidono l’intero mood della giornata). Via! Burro fatto dalla vacca più figa del mondo e cereali biologigiorganiciechipiùnehapiùnemetta.
Me ne vado alla cassa tutto felice, saltellando. quetsa sera pasta al burro mmmmmm. Domattina nuove incredibili avventure coi miei supernatural cereali. Sorrido al cassiere. Lui mi sorride di rimando, ma un po’ forzato… saprà cosa mi aspetta?
$ 10.60!!! What?? Sì sì… proprio così. Pago con la carta, burro e cereali. Ho la mia busta ti stoffa (io penso green). Vado via dalla cassa con lo stato d’animo confuso. Un signore mi viene incontro (starà andando alla frutta) e starnutisce…Non posso fare a meno di urlare “BLESS YOU!!”. Lui non si scompone “thank you”.
Adoro i Dean & DeLuca
Paiura
Tentativo di thriller/horror.
Le frasi dell’attore erano prestabilite. Unico vincolo del corto. In teoria era un dialogo tra due persone, ma uno lo poteva adattare come preferiva
la doccia

Oggi sono davvero a pezzi. Sono tornato a casa dal girare il mio corto alle 19.30.
Sono arrivato davanti alla porta di casa tutto stanco e sporco, ma poi ho realizzato che sicuramente il mio coinquilino col suo amichetto sarebbero stati belli belli catatonici davanti alla tv, cucinando schifezze puzzosissime e mi sono ricordato della doccia da pulire una volta finito di lavarsi, e mi sono ricordato che però quando la faccio io la doccia è sempre sporca (come se qualcuno prima di me non la pulisse proprio bene…). Ed ero già incazzato; per fortuna poi ho anche realizzato che la palestra la domenica chiude alle 20.00
Così sono corso in palestra a fare la doccia. Il tipo all’ingresso mi fa “guarda che chiudiamo tra 20 minuti…” ma la mia lapidaria risposta non gli ha lasciato scampo “…me ne bastano 15.”
felicità

Sono le 22.13,ho appena finito di mangiare una misera zuppa scaldata al microonde, bevendomi una birra. Da solo. In quel buco che è la mia stanza. Ho anche chiuso la porta perchè quella gran faccia di merda del mio coinquilino è rientrato, e io non lo voglio incrociare neanche per sbaglio. Sono qui a fissare un monitor di 15″ che sarà il mio unico compagno per tutta la serata. Mi fermo, mi guardo le mani, il mio riflesso sul vetro della finestra e realizzo, dopo pochi secondi, che sono felice…
Beh se non è fortuna questa!
Ho anche delle attenuanti, ma non importa, sono fortune anche quelle!
disperazione

Chiariamo qubito una cosa: sono orgoglioso di essere italiano. Vivendo all’estero uno se ne accorge ancora di più. Il nostro stile, la nostra cultura, la nostra storia sono qualcosa che tutto il mondo ( a ragione ) ci invidia. Qui spesso hanno dei comportamenti degni di patetiche bestie, comportamente che generalmente noi non abbiamo. Sono talmente fiero di essere italiano, che attualmente me ne vergogno, come un ladro. Non potete immaginare come ci si possa vergognare dopo aver visto la comunità afroamericana di New York piangere (davvero! Piangere) all’annuncio ufficiale della vittoria di Obama. Solo andando ad Harlem, passeggiandoci davvero dentro ci si può rendere conto che anche qui hanno una storia. Una storia terribile di sangue e intolleranza. Ho capito questo e ho capito qualcosina in più sull’America. L’ho capito e mi sono commosso al discorso di Obama, così come mi ha profondamente toccato quello di Mc Cain.
Parlare di Obama come di un uomo bello giovane e abbronzato mi ha fatto rabbrividire. Puttanate del genere me le aspetto da qualche amico mezzo ubriaco al pub, non da un capo di stato.
Sono sicuro che anche voi capirete perchè, in questi giorni, non riesco veramente a smettere di vergognarmi.
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