irruzione
Stavo stendendo i panni appena usciti dalla lavatrice (azzo, forse avrei dovuto dire che stavo facendo montaggio o componendo un poemetto), quando girandomi verso la camera da letto ho visto qualcosa di strano alla finestra.
Intimorito mi sono avvicinato e ho scortola testa di un gatto che curiosava attraverso il vetro della mia finesta. Ho aperto leggermente di più la finestra, per capire anche se le intenzioni erano buone o aggressive, e il micio ne ha subito approfittato per entrare e trascorrere un’oretta abbondante in giro per casa mia.
Ho provato a cacciarlo più di una volta, ma si opponeva strenuamente e miagolava, così non me la sono sentita. Dopo un po’ (e dopo un po’ di salmone in scatola che gli ho dato) se n’è andato, diciamo, di sua sponte. Insomma io l’ho molto incoraggiato, per dalla finestra è uscito sulle sue zampe.
Nel video un Ruben Mazzoleni in eviednte stato confusionale chiede consiglio a Noemi sul da farsi con un micio piombato in casa tramite una finestra…
e mò…

E praticamente oggi mi viene fuori che il secondo anno del master (a Los Angeles) inizia il primo ottobre.
Mamma mia! Giusto in tempo. Ieri stavo per comprare il biglietto per il 29 Agosto…
Devo dire che in materia di tempestività la NYFA tende ad essere davvero insuperabile.
Cosa cambia adesso? Innanzitutto non posso lasciare niente in casa quando parto il 10 agosto, il che significa che ho già messo della roba in vendita (piumini e affiliati) e che forse dovrò mandare un pacco a casa tramite poste.
In italia avrò molto più tempo per fare più cose tranuille. Sarebbe bello girare qualcosa, ma per quello il tempo è troppo poco; riuscirò a vedere più amici e sarebbe bello fare qualche giro (anche questo però mi pare impraticabile).
Mi mancherà l’America per un mese e mezzo? Possibile, davvero. Quello che è certo è che mi mancherà New York, ma non lo scopro certo oggi, e il fatto di iniziare più tardi, da questo punto di vista, non cambia niente, perchè poi tanto andrò a L.A.
Se poi mi venisse poca voglia di tornare qui, con tutte le comodità di casa dei miei ad avvolgermi, posso sempre fare un giro alle poste, o su un mezzo pubblico o in banca in Italia, e la voglia di partire si ripresenterà rinvigorita. E se non bastasse?? Posso sempre (a mio rischio e pericolo) guardare una puntata di porta a porta…
Intanto ho inviato il mio Semester Film ai primi due festival. A breve i primi aggiornamenti.
Grazie

Nuovamente da solo…
Dopo più di un mese con tre ospiti riprende la quotidianità da filmmaker solitario nella grande mela. Film, montaggio, chiacchiere e birra…
Volevo solo ringraziare tanto e di cuore i 3 fantastici ospiti che sono venuti qui. Inutile dire di Noemi, la quale visita è sempre favolosa, attesa e troppo breve. Ma i cari Ale e Jena mi hanno davvero fatto riscoprire una New York che per diversi motivi stavo un po’ perdendo. Con Ale ho riscoperto la grande mela che fa impazzire tutti. Quella enorme, sempre un po’ di corsa, con cene fuori tutte le sere e visite a musei ed Empire State Building. Jena mi ha fatto ritrovare la New York da studente, con locali un po’ più underground, birre nuove sempre da scorpire, ritmo più chill al pomeriggio e più frenetico le lunghissime notti che, a Manhattan, non finiscono mai.
Visite fantastiche che mi hanno aiutato molto a staccare dalla quotidianità. Grazie.
Ovviamente aspetto tutti e due A Los Angeles; chi non è stato ringraziato in questo post… si vergogni!!! Che cazzo aspettate ancora per venirmi a trovare???
Buuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
on the road
Grazie ad iniziative non mie (ma bensì di Noemi) siamo andati un po’ alla scoperta dell’america, cioè, in verità dello stato di New York, che girato in macchina pare grande come l’America tutta, ma in realtà è solo uno staterello tra altri 49…
Vebbè, a parte questo… Viaggio lungo e stancante (ho guidato per 1000 miglia circa con una macchina pidocchiosa), ma davvero bello ed educativo.
First things first: l’america non è quella che credevo di aver un po’ imparato a conoscere. Adesso quando un Newyorkese mi dice che lui è un newyorkese e non un americano lo capisco parecchio di più. Lo stato di new york è incredibile. Enorme, con poca gente (nonostante questo il più popoloso per densità/dimensione) tranquillo e rurale. le case (tutte rigorosamente di legno e, deduco, biodegradabili) fantasticamente integrate con l’ambiente circostante. Altro mito da sfatare. gli americani hanno un rispetto maniacale per la natura che li circonda! incredibile. non è così nelle grandi città, ma credo sia comune a tutte le megalopoli con più di 8 milioni di persone essere un po’ zozze e con topi, no?
Capitolo a parte le cascate del Niagara. che spettacolo! una roba incredibile. un colosso d’acqua che butta già centinaia di migliaia di metri cubi… Non si spengono mai! fanno un gran casino e alzano una nube d’acqua che bagna perennemente la passeggiata che ci passa poco sopra. una roba che chiunque abbia la possiblità dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. consiglio non più di un giorno di sosta però. purtroppo il circo patetico costruito a 50m dalle cascate metterebbe i brivi a qualunque europeo… e pensare che noi siamo andati dalla parte canadese!!! mah…
viaggio di ritorno con sosta e pellegrinaggio obbligati a woodstock. per poi scoprire che il vero festival è stato fatto a Bethel, cittadina a circa 60 miglia da woodstock (che comunque merica una capatina). visita ovviamente anche a bethel con tanto di giro al musei sugli anni sessanta e i fricchettoni.
Insomma devo dire che a scoprire l’america… mi sta piacendo!!!! chi l’avrebbe mai detto.
P.S. la mia amica Woodstock si prepari ad essere chimata Bethel quando, passando in Italia la incontrerò…
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