forse ho perso il tocco…

Forse l’ho perso… e non c’è più niente da fare.
Qualcuno deve aver fatto la soffiata a Whole Food (il mio supermercato preferito) che il nuovo Ruben versione casalingo è debole alle offerte del cazzo. E così pronti via:la settimana scorsa mi guadagno il coupon “spendi 50 dollari da noi, sconto $10). E chi ci resiste ad un offerta del genere??
Oggi vado a casa prima per prepararmi; obiettivo spesa!
Entro da Whole Food, borsa della nonna nel cestello e coupon nella tasca posteriore destra dei miei pantaloni.
AHAHAHAH io qui facevo spese da $120 così rapidamente da far girare la testa ai cassieri! Pensate davvero che mi fermerò più di 6 secondi prima di bruciare il coupon??
Bistecca di pesce spada, mezza libra (AHAHAHAHA) latte, cereali, carne, verdura, frutta. Insomma cestello pieno e io che me la rido. Tra gli scaffali mi scappa un ghigno diabolico, per fortuna nessuno se ne accorge.
Entro nella fila per le casse, penso: “che faccia farà la cassiera, mi guarderà piena di sfida e poi impazzirà come uno stadio durante un’ovazione quando vedrà quanto astutamente ho risparmiato ben 10$ di spesa”. Mi guardo attorno, con fare guardingo, sorrido. E’ il mio turno.
La ragazza alla cassa sorride (ehehehe), e iniziamo. Lei batte i prezzi nel registratore di cassa e i numerini del totale iniziano a salire. La guardo con occhi di ghiaccio (alla Clint Eastwood per intenderci…) e inizio a portare la mano destra verso la tasca dove il coupon, intrepido, attende di fare la sua grande e gloriosa uscita, e lasciare tutti di stucco.
La cassieria batte la carne, il pesce, il latte. “AHAHAHAH -penso io- povera stolta! vedrai come rimarrai con un pugno di mosche in mano!! 10$ ti spariranno così, davanti al naso!
MI distraggo un momento, preso dai miei deliri diabolici. La cassa emette il suono del totale. Giro la testa lentamente, inizio già ad estrarre il coupon… la bocca si apre in un ghigno, la cassiera, impavida, inizia ed esprimere vocalmente la cifra…
…
…
$ 41,78
Oh mio dio… ho giocato tutto e ho perso… com’è potuto succedere. A stento trattengo una lacrima. Il coupon, non senza vergogna, ritorna mestamente in tasca. Non proferisco parola. Tiro fuori il contante dal portafogli, pago, e mi avvio verso il viale della sconfitta. Unscendo non posso fare a meno di mormorare, tra i denti, “tornerò…”
Domani chiamo Whole Food e sento se hanno intrapreso una nuova politica sui prezzi; in caso contrario… ho perso il tocco. L’ho perso e non c’è più niente da fare.
- 30

Trenta giorni… Un mese.
Sembra quasi una scena di “The Ring”, la vocetta di una bambina malvagia che al telefono ti ricorda:”Sette giorni…”. Io ho così una vocetta nella mia testa che mi ricorda che tra 30 giorni non sarò più un fiero Newyorkese per almeno 13 mesi. O meglio, sarò sempre un fiero newyorkese, ma non vivrò più a New York.
Un anno sta per finire, davvero incredibile. Un anno meravoglioso, pieno di incredibili soddisfazioni e di meravigliose difficoltà. Ho imparato più cose su me stesso vivendo un anno in un paese straniero, piuttosto che cinque anni in casa. E così è volato, anche per questo.
Non sono triste. Tra 30 giorni il mio aereo atterrerà alla Malpensa e rivedrò i miei genitori. Riabbraccerò l’amore, i parenti e gli amici. Poi L.A. e lì chissà…
Vorrei raccontare di più su Ny, cercherò di mettere insieme dei pensieri di senso compiuto e pubblicare qualcosa nei prossimi giorni. Posso anticipare che la amo, dal profondo. Mi ha accolto come un figgitivo, coccolato come una madre, amato come un amante e stimolato a fare di più, sempre di più, come il migliore degli amici.
I love you New York, I love you too…
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