ci sono giorni…

Mi sono sempre sentito un vincente, in fondo… Certo uno predica modestia, ma dentro di noi sappiamo tutti di essere meglio di tutta quella maledetta marmaglia là fuori.
Io, ad esempio, sono bravo. Lo sono, lo sento. Me lo dicono tutti; da mia madre (che però è brutalmente di parte) ai miei professori. Tutti. Sbrodolano complimenti, dicono che ce l’ho, ho talento, so raccontare per immagini, ho sensibilità, so lavorare con gli attori…
Io lo so, l’ho sempre saputo in cuor mio che diventerò un regista; ma non UN regista, diventerò il regista che voglio diventare.
Ci sono giorni in cui lo so tutto questo. La maggior parte dei giorni, per fortuna. Ci sono giorni… ci sono giorni…
Ci sono giorni in cui ho talmente tanta paura che l’unica cosa che vorrei fare è nascondermi in un armadio e passare lì il resto della mia giornata. In quei giorni vorrei piangere forte, singhiozzare e confessare a tutti che l’unica cosa che mi riesce davvero bene è cagarmi addosso, e sapere che non riuscirò mai a soddisfare quegli obiettivi che io stesso mi sono prefissato. Ci sono giorni in cui vorrei correre forte, tornare a casa, abbracciare mia mamma e singhiozzare. Ci sono giorni in cui non ce la faccio davvero, in cui il peso mi schiaccia, in cui vorrei parlare a tutti in italiano e, quando loro mi rispondono urargli in faccia “non capisco un cazzo di quello che dici!!!” Ci sono giorni in cui il cinema è un incubo, e la prospettiva di qualunque lavoro senza la minima responsabilità mi sembra l’eden.
Ci sono tutti i giorni possibili nelle mie settimane newyorkesi. Nessuno mi mette pressioni, grazie al cielo. Le mie aspettative sono l’unica vera pressione che affronto ogni mattina varcando la porta di casa.
Ci sono giorni in cui ho davvero paura di crollare; per fortuna ci sono quei giorni, solo così posso sapere che ce la farò davvero, solo così so davvero chi sono.
ok… sono fottuto

Ok, metto le carte in tavola: sono fottuto. Inutile mentire a me stesso e agli altri.
Questi i fatti: sono tornato a Ny, fuggendo da L.A. (le motivazioni contano poco adesso, rimaniamo sui fatti). Qui sono alla ricerca di una casa, ovviamente senza grosso successo (ne avrò viste circa 35 e tutte fanno o cagare o sono delle assolute truffe) e la scuola è iniziata. Già qui ci sono tutti gli elementi del dramma, ma a me, si sa, piace esagerare; e allora perchè non inserire un conto alla rovescia con qualcosa che possa esplodere da un momento all’altro? Ed ecco qui l’ingrediente! Domani mattina ho il check-out dall’albergo dove sono tutt’ora e… non ho un altro posto dove andare!!! Ebbene sì siori e siore! Lunedì notte starò a casa di un amico che è fuori fino a giovedì (mettendomi al sicuro per 3 notti), ma domani notte? Mah… poche le opzioni: trovare un altro albergo (ma misteriosamente è tutto sold-out), trovare un qualche amico che mi ospiti, o la sempre comoda e calda… metropolitana.
Sigh…
12 hours to go.
12 ore e parto da casa per andare a malpensa. Da lì, la volta dopo che uscirò da un aereoporto, sarò all’ LAX di Los Angeles, saranno le 19.00 ora locale (le 04.00 a Torino) e inizierà un nuovo capitolo della mia vita e di questa eccitante avventura alla ricerca della mia formazione cinematografica.
Fatemi l’in bocca al lupo e aspettate ansiosi tutti gli aggiornamenti che proporrò nei prossimi giorni (considerando che devo trovare casa e macchina, non mancheranno novità).
A presto
insomnia

Sono le 3.33am. Ovviamente non riesco a dormire. Sarà per la normale tensione prima di un viaggio, sarà perchè il mio airbed fa schifo ed è mezzo sgonfio (in più è senza cuscino, che ho dovuto restituire al mio amico che me l’ha prestato), sarà che tra poche ore lascio New York.
Un sacco di pensieri attraversano la mia testa. Sono felice di passare un po’ di tempo a casa e rivedere tutto quello che mi sono lasciato indietro, ma certo, proprio in queste ore, staccare la mente dal fatto che domani saluterò quella che è stata la mia casa per gli ultimo 12 mesi non è semplice.
Sono molto soddisfatto di avere pochi rimpianti; ora come ora non mi viene in mente nulla che avrei tanto voluto fare e non ho fatto. Molte mete sono state raggiunte, e, soprattutto, riuscire a vivere un po’ alla newyorkese è uno dei maggiori obiettivi conseguiti.
Volevo vivere a New York, ho vissuto a New York. Non posso certo lamentarmi.
Voglio viverci ancora… staremo a vedere.
Sono come in vacanza…

Sono come in vacanza… cioè, con solo i lati negativi delle vacanze: la scomodità.
Il letto è andato stamattina; il mio meraviglioso queen size bed, comprato all’Ikea, mi ha salutato per sempre. La cassettiera grande sta per andare (verrà un tipo a prendersela in un’ora). Insomma, dormo per terra sul mio (scomodissimo) air bed, ho la maggior parte dei vestiti in valigia, in quanto senza cassattiera… e all’una vengono a vedere la sedia alla scrivania (tra l’altro l’ultima sedia rimasta in casa) con possibilità di acchiapparla subito.
Passerò una settimana senza piatti (sono già andati da tempo, così come pure le posate), tavolo della cucina, letto e cassettiera. Tanto tempo per stare con me stesso…
Immagino cercherò un po’ di ospitalità in giro per Manhattan, soprattutto orari pasti.
Certamente un bel modo per lasciara la città: sicuramente una casa vuota nella quale è impossibile mangiare non mi mancherà troppo una volta sull’aereo. Una cosa in meno della quale doversi preoccupare.
forse ho perso il tocco…

Forse l’ho perso… e non c’è più niente da fare.
Qualcuno deve aver fatto la soffiata a Whole Food (il mio supermercato preferito) che il nuovo Ruben versione casalingo è debole alle offerte del cazzo. E così pronti via:la settimana scorsa mi guadagno il coupon “spendi 50 dollari da noi, sconto $10). E chi ci resiste ad un offerta del genere??
Oggi vado a casa prima per prepararmi; obiettivo spesa!
Entro da Whole Food, borsa della nonna nel cestello e coupon nella tasca posteriore destra dei miei pantaloni.
AHAHAHAH io qui facevo spese da $120 così rapidamente da far girare la testa ai cassieri! Pensate davvero che mi fermerò più di 6 secondi prima di bruciare il coupon??
Bistecca di pesce spada, mezza libra (AHAHAHAHA) latte, cereali, carne, verdura, frutta. Insomma cestello pieno e io che me la rido. Tra gli scaffali mi scappa un ghigno diabolico, per fortuna nessuno se ne accorge.
Entro nella fila per le casse, penso: “che faccia farà la cassiera, mi guarderà piena di sfida e poi impazzirà come uno stadio durante un’ovazione quando vedrà quanto astutamente ho risparmiato ben 10$ di spesa”. Mi guardo attorno, con fare guardingo, sorrido. E’ il mio turno.
La ragazza alla cassa sorride (ehehehe), e iniziamo. Lei batte i prezzi nel registratore di cassa e i numerini del totale iniziano a salire. La guardo con occhi di ghiaccio (alla Clint Eastwood per intenderci…) e inizio a portare la mano destra verso la tasca dove il coupon, intrepido, attende di fare la sua grande e gloriosa uscita, e lasciare tutti di stucco.
La cassieria batte la carne, il pesce, il latte. “AHAHAHAH -penso io- povera stolta! vedrai come rimarrai con un pugno di mosche in mano!! 10$ ti spariranno così, davanti al naso!
MI distraggo un momento, preso dai miei deliri diabolici. La cassa emette il suono del totale. Giro la testa lentamente, inizio già ad estrarre il coupon… la bocca si apre in un ghigno, la cassiera, impavida, inizia ed esprimere vocalmente la cifra…
…
…
$ 41,78
Oh mio dio… ho giocato tutto e ho perso… com’è potuto succedere. A stento trattengo una lacrima. Il coupon, non senza vergogna, ritorna mestamente in tasca. Non proferisco parola. Tiro fuori il contante dal portafogli, pago, e mi avvio verso il viale della sconfitta. Unscendo non posso fare a meno di mormorare, tra i denti, “tornerò…”
Domani chiamo Whole Food e sento se hanno intrapreso una nuova politica sui prezzi; in caso contrario… ho perso il tocco. L’ho perso e non c’è più niente da fare.
- 30

Trenta giorni… Un mese.
Sembra quasi una scena di “The Ring”, la vocetta di una bambina malvagia che al telefono ti ricorda:”Sette giorni…”. Io ho così una vocetta nella mia testa che mi ricorda che tra 30 giorni non sarò più un fiero Newyorkese per almeno 13 mesi. O meglio, sarò sempre un fiero newyorkese, ma non vivrò più a New York.
Un anno sta per finire, davvero incredibile. Un anno meravoglioso, pieno di incredibili soddisfazioni e di meravigliose difficoltà. Ho imparato più cose su me stesso vivendo un anno in un paese straniero, piuttosto che cinque anni in casa. E così è volato, anche per questo.
Non sono triste. Tra 30 giorni il mio aereo atterrerà alla Malpensa e rivedrò i miei genitori. Riabbraccerò l’amore, i parenti e gli amici. Poi L.A. e lì chissà…
Vorrei raccontare di più su Ny, cercherò di mettere insieme dei pensieri di senso compiuto e pubblicare qualcosa nei prossimi giorni. Posso anticipare che la amo, dal profondo. Mi ha accolto come un figgitivo, coccolato come una madre, amato come un amante e stimolato a fare di più, sempre di più, come il migliore degli amici.
I love you New York, I love you too…
irruzione
Stavo stendendo i panni appena usciti dalla lavatrice (azzo, forse avrei dovuto dire che stavo facendo montaggio o componendo un poemetto), quando girandomi verso la camera da letto ho visto qualcosa di strano alla finestra.
Intimorito mi sono avvicinato e ho scortola testa di un gatto che curiosava attraverso il vetro della mia finesta. Ho aperto leggermente di più la finestra, per capire anche se le intenzioni erano buone o aggressive, e il micio ne ha subito approfittato per entrare e trascorrere un’oretta abbondante in giro per casa mia.
Ho provato a cacciarlo più di una volta, ma si opponeva strenuamente e miagolava, così non me la sono sentita. Dopo un po’ (e dopo un po’ di salmone in scatola che gli ho dato) se n’è andato, diciamo, di sua sponte. Insomma io l’ho molto incoraggiato, per dalla finestra è uscito sulle sue zampe.
Nel video un Ruben Mazzoleni in eviednte stato confusionale chiede consiglio a Noemi sul da farsi con un micio piombato in casa tramite una finestra…
e mò…

E praticamente oggi mi viene fuori che il secondo anno del master (a Los Angeles) inizia il primo ottobre.
Mamma mia! Giusto in tempo. Ieri stavo per comprare il biglietto per il 29 Agosto…
Devo dire che in materia di tempestività la NYFA tende ad essere davvero insuperabile.
Cosa cambia adesso? Innanzitutto non posso lasciare niente in casa quando parto il 10 agosto, il che significa che ho già messo della roba in vendita (piumini e affiliati) e che forse dovrò mandare un pacco a casa tramite poste.
In italia avrò molto più tempo per fare più cose tranuille. Sarebbe bello girare qualcosa, ma per quello il tempo è troppo poco; riuscirò a vedere più amici e sarebbe bello fare qualche giro (anche questo però mi pare impraticabile).
Mi mancherà l’America per un mese e mezzo? Possibile, davvero. Quello che è certo è che mi mancherà New York, ma non lo scopro certo oggi, e il fatto di iniziare più tardi, da questo punto di vista, non cambia niente, perchè poi tanto andrò a L.A.
Se poi mi venisse poca voglia di tornare qui, con tutte le comodità di casa dei miei ad avvolgermi, posso sempre fare un giro alle poste, o su un mezzo pubblico o in banca in Italia, e la voglia di partire si ripresenterà rinvigorita. E se non bastasse?? Posso sempre (a mio rischio e pericolo) guardare una puntata di porta a porta…
Intanto ho inviato il mio Semester Film ai primi due festival. A breve i primi aggiornamenti.
Grazie

Nuovamente da solo…
Dopo più di un mese con tre ospiti riprende la quotidianità da filmmaker solitario nella grande mela. Film, montaggio, chiacchiere e birra…
Volevo solo ringraziare tanto e di cuore i 3 fantastici ospiti che sono venuti qui. Inutile dire di Noemi, la quale visita è sempre favolosa, attesa e troppo breve. Ma i cari Ale e Jena mi hanno davvero fatto riscoprire una New York che per diversi motivi stavo un po’ perdendo. Con Ale ho riscoperto la grande mela che fa impazzire tutti. Quella enorme, sempre un po’ di corsa, con cene fuori tutte le sere e visite a musei ed Empire State Building. Jena mi ha fatto ritrovare la New York da studente, con locali un po’ più underground, birre nuove sempre da scorpire, ritmo più chill al pomeriggio e più frenetico le lunghissime notti che, a Manhattan, non finiscono mai.
Visite fantastiche che mi hanno aiutato molto a staccare dalla quotidianità. Grazie.
Ovviamente aspetto tutti e due A Los Angeles; chi non è stato ringraziato in questo post… si vergogni!!! Che cazzo aspettate ancora per venirmi a trovare???
Buuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
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