on the road
Grazie ad iniziative non mie (ma bensì di Noemi) siamo andati un po’ alla scoperta dell’america, cioè, in verità dello stato di New York, che girato in macchina pare grande come l’America tutta, ma in realtà è solo uno staterello tra altri 49…
Vebbè, a parte questo… Viaggio lungo e stancante (ho guidato per 1000 miglia circa con una macchina pidocchiosa), ma davvero bello ed educativo.
First things first: l’america non è quella che credevo di aver un po’ imparato a conoscere. Adesso quando un Newyorkese mi dice che lui è un newyorkese e non un americano lo capisco parecchio di più. Lo stato di new york è incredibile. Enorme, con poca gente (nonostante questo il più popoloso per densità/dimensione) tranquillo e rurale. le case (tutte rigorosamente di legno e, deduco, biodegradabili) fantasticamente integrate con l’ambiente circostante. Altro mito da sfatare. gli americani hanno un rispetto maniacale per la natura che li circonda! incredibile. non è così nelle grandi città, ma credo sia comune a tutte le megalopoli con più di 8 milioni di persone essere un po’ zozze e con topi, no?
Capitolo a parte le cascate del Niagara. che spettacolo! una roba incredibile. un colosso d’acqua che butta già centinaia di migliaia di metri cubi… Non si spengono mai! fanno un gran casino e alzano una nube d’acqua che bagna perennemente la passeggiata che ci passa poco sopra. una roba che chiunque abbia la possiblità dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. consiglio non più di un giorno di sosta però. purtroppo il circo patetico costruito a 50m dalle cascate metterebbe i brivi a qualunque europeo… e pensare che noi siamo andati dalla parte canadese!!! mah…
viaggio di ritorno con sosta e pellegrinaggio obbligati a woodstock. per poi scoprire che il vero festival è stato fatto a Bethel, cittadina a circa 60 miglia da woodstock (che comunque merica una capatina). visita ovviamente anche a bethel con tanto di giro al musei sugli anni sessanta e i fricchettoni.
Insomma devo dire che a scoprire l’america… mi sta piacendo!!!! chi l’avrebbe mai detto.
P.S. la mia amica Woodstock si prepari ad essere chimata Bethel quando, passando in Italia la incontrerò…
ho lavato 1200 piatti

Si facevano due conti l’altra sera, e mi sono chiesto quanti piatti ho lavato qui in casa da quando vivo da solo. Facendo una media approssimativa di 4 piatti al giorno (considerandone 2 a pranzo e 2 a cena,tenendo però presente che a volte ne ho 1 solo e che però con gli ospiti ne ho 6-8) dovrei aver lavato, nei circa 300 giorni che ho, ad oggi, vissuto a New York, 1200 piatti.
Mica male eh! Se si considera che a casa non muovevo un dito e che avevo la lavastoviglie…
Beninteso:mi rendo conto che alcuni palati fini e, magari, un po’ suscettibili che tirano la carretta da parecchio più tempo di me si metteranno a ridere di fronte a queste cifre poi anche un po’ modeste, però… Ruben Mazzoleni che ha lavato 1200 piatti fa un po’ notizia, specie per chi un po’ mi conosce. O no?
Tutto questo per dire cosa?
Cosa??!! Che voglio una stramaledetta lavastoviglie!
Visite

Da domani inizia un piacevole quanto intenso giro di visite qui nella grande mela da parte di parenti, amici ed amori.
Domani mio cugino Alessandro sbarca al JFK per ripartire lunedì 11 Maggio. Lo stesso giorno, mentre l’aereo di mio cugino decolla, quello di Jena (forse un diretto da Torrazza Piemonte, chissà) atterra nella grande mela. L’inaspettata e graditissima (tutti gli altri amici che non verranno a trovarmi si vergognino…) visita del buon Luca si protrarrà dall’11 Maggio al 21 dello stesso mese. Accompagnando Jena all’aereoporto il 21 farò direttamente che restare lì per prelevare Noemi, in arrivo da Bruino, che si fermerà circa un mese (partenza 19 giugno).
A parte Noemi, che ormai probabilmente conosce Ny meglio di me, devo inventarmi itinerari ed attività che possano compiacere i miei due graditi ospiti. Ora, non che sia difficile trovare cose da fare a New York, è solo che con la tesi ho avuto molto poco tempo libero e devo un po’ riaggiornarmi su cosa capita in questo periodo da queste parti.
Meglio, un buon pretesto (come se ne servisse uno) per riscoprire la mia amatissima città!!
P.S. Qualcun altro vuole farsi sotto dopo la partenza di Noemi??
beh…
Domani inizia il delirio…
Martedì, mercoledì e giovedì sono AC (assistente alla camera) nello shoot del mio amico Alex. L’assistente alla camera è colui il quale si occupa…della camera! Faccio i cambi di fuoco sulla lente, mi occupo del tripod, carico i magazzini di pellicola ecc…
Non è un lavoraccio, anzi è abbastanza divertente; l’unico problema è che riuscirò poco a godermela visto che la mia mente è focalizzata al 150% sul MIO shoot la prossima settimana. Con cinepresa 35mm, il diluvio sulla mia testa da due giorni (io giro tutto in esterni e se piove sono f…..o) e 5000 dollari che ballano sulla carogna.
Venerdì sabato e domenica prove con gli attori e visite alla location col mio viewfinder per decidere shoot by shoot che lente voglio usare.
Intanto i conticini iniziano a farsi sentire. Oggi per 4 rulli di pellicola, per un totale di 2800 piedi (credo circa 800 e qualcosa metri… mah) 30 min circa, di Fujifilm, manco kodak, ho speso ben 1274 dollari…
Mejcojoni!!!
Alla facciazza…

Ci siamo. Adesso si fa sul serio.
La prima grande notizia è che girerò il mio prossimo pregetto in 35mm (la pellicola seria, quella dei film che andate a vedere al cinema, per intenderci). Alla fine, dopo tante peripezia la mia richiesta di ottenere dalla scuola la cinepresa è stata approvata. Incredibile… Si è partiti dal ridermi in faccia alla prima richiesta (giuro non so il perchè) ad essere approvato con tanto di sorrisoni e pacche sulla spalla (forse però cercavano solo un punto dove piantarci un coltello).
Fatto sta che adesso è ufficiale. Davvero non vedo l’ora. Tutto il frame, con la skyline di manhattan come sfondo, (si veda foto per migliore comprensione) sarà definitissimo e gigantesco! Wow!
La storia non la svelo, un po’ per scaramanzia, un po’ perchè vorrei davvero che tutti vedessero questo film e non voglio rovinare le reazioni del Mio pubblico affezionato.
Unica anticipazione: i due protagonisti della storia sichiamano Henry ed Andrew, in onore di Maggiolo e Ugolotti. Tutti quelli che non sono nè Maggiolo ne, tantomeno, Ugolotti, non si sentano offesi. E’ stato un elogio dovuto anche (ma non solo) al fatto che ci sono alcune similitudini caratteriali tra i miei personaggi e loro, quindi, visto e considerato che non dovrebbe (azz!) essere il mio ultimo film, posso assicurare che cercherò spunti anche in altre persone reali per realizzare i profili dei miei personaggi futuri.
Non aggiorno da molto e di cose in effetti ne sono successe parecchie.
Naturalmente sono in grado unicamente di ricordarle in ordine sparso…
Ho iniziato un nuovo stile di vita: vado in palestra 3/4 giorni a settimana, il venerdì corro 45 minuti (sul brooklyn bridge è un’esperienza da brivido!) e il sabato gioco a calcio. Domenica a piacere, tendenzialmente cerco di guardare la Juve.
Mi sto rendendo conto che Ny è molto, troppo costosa. Anche per uno studente con sponsor importanti come i propri genitori… Così basta mega spese da Dean and DeLuca. Oggi mi vado a cercare il mercato del pesce a chinatown, per le verdure e la frutta ho trovato un supermercato con prezzi vivibili a NoLiTa. L’unica cosa che compro ancora nei supermercato chiccosissimi sono l’olio e il latte (condimenti e latticini… non si scherza).
La cosa più incredibile che mi sta succedendo è la consapevolezza del tempo. Mi sembra davvero di essere partito ieri, e invece sto già lavorando alla mia tesi del primo anno… E’ davvero incredibile. Tra pochissimo la girerò e poi dovrò montarla mentre organizzo il trasferimento (volutissimo… ma da chi???) a Los Angeles.
Ma guardalo lì…
… con le mani proprio nella marmellata!
Finalmente ho potuto smanubriare un po’ una bella cinepresa Panasonic 35mm. E sapete cosa? E’ un casino impressionante!! Ora ho un’altra ottima motivazione per fare il regista: non potrei mai fare l’operatore! Tutto un sistema di ruote e leve per muovere cavalletto e dolly! Mamma mia.
Però davvero divertente. In compenso sto diventanto un fulmine a caricare la pellicola nel magazzino che poi va collegato alla cinepresa. In un minutino scarso carico rulloni da 1000 piedi (maledette unità di misura per trogloditi!).
Ora però il divertimento torna in cantiere e dovrò tornare a occuparmi di cose più terra terra, come la mia tesi: un bel film studentesco che mi sa che la pellicola 35mm se la sogna la notte.
Però è bello sognare… è bello sognare.
brutta la vita…

Ho dormito fino alle dieci… Un lusso da queste parti, di questi tempi. E’ solo che ieri sono andato a dormire veramente presto e dopo un po’…
Programma della giornata: Adesso aspetto che l’idraulico finisca di riparare il lavandino nel bagno, poi mi guardo aggratis su internet la partita della Juve (sia chiaro che non è rubare; guardo sky tramite internet e loro in america non trasmettono… colpa loro mica mia). Poi probabilmente andrò al cinema, spettacolo delle 17.30 (il bello di ny è che tutti i cinema hanno mille sale, così lo stesso film c’è praticamente ogni ora). Poi casa, cenetta con filetto comprato da Whole Food, e poi sono stato invitato ad una festa a Gramercy (il quartiere di Julia Roberts, ma purtroppo non la festa di Julia Roberts).
Cavoli!! Certo che a New York (specialmente con i soldi di mamma e papà) si vive proprio male!!
Scelte
Forse sarà perchè è difficile riabituarsi subito ad una realtà alla quale ci si era appena abituati.
Forse sarà perchè è difficile riuscire bene in cose che non si è fatto per moltissimi anni, e poi si è fatto un po’ a gettoni, a ritmo alterno.
Forse sarà perchè è difficile schematizzare la propria vita.
forse sarà perchè è difficile riuscire nelle cose semplici, quando tutto il giorno si studia per quelle difficili.
Sarà un po’ per tutti questi motivi… ma tra tutti questi cazzi di barattoli, qual è il sale giusto per me???
New York è casa mia
La coda per entrare è sempre lunghissima. Non c’è nessuno sull’aereo, eppure alla dogana saremo mille. Tutti calmi (novità degli ultimi mesi), e tutti in coda.
I documenti sono avviamente a posto: “Welcome to New York” è la prima frase del 2009 rivoltami da un newyorkese.
Sul treno della metro per andare a casa due meravigliose signore di colore siedono davanti a me. Ridono come delle pazze, mangiano patatine fritte, schioccano le dita ad ogni frase azzeccata che infilano nel discorso. Uno spettacolo. Unghie più lunghe dei capelli, cappelli improponibili…
Dall’altra parte del vagone una ragazza (nera pure lei) reppa una base che parte dal suo cellulare. E’ scatenata, ma non sembra riscuotere grande successo nella subway.
Percorso lungo della metro. Queens, Brooklyn (passando per Cypress Hills) e poi, finalmente, manhattan.
Strade ghiacciate, odore di fretto (non so come ma si sente).
Sono a casa. New York è casa mia. E’ incompleta e non è la mia unica casa. Ma è casa mia. Quando sarà completa di tutte le persone che voglio vicino a me, allora sarà davvero senza rivali.
Sono triste. Sono Allegro. Sono a New York.
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